I nostri test con Bodhi Linux

I nostri test con Bodhi LinuxOggi vi proponiamo una soluzione per ridare vita a computer dall’hardware ormai obsoleto da un pezzo. Bodhi Linux non solo permette di recuperare il vostro vecchio, adorabile catorcio, ma ci aggiunge un look grafico accattivante niente male.

Bodhi Linux si propone come una distribuzione leggerissima, derivata da Ubuntu, in grado di girare su PC con processori da 300Mhz e 128MB di RAM. Anche in termini di spazio occupato su disco, Bodhi Linux è poco esigente: 2,5GB sono sufficienti. Invece dei più noti GNOME, KDE e Unity, Bodhi Linux usa come ambiente desktop Enlightenment, il quale riesce a garantire un aspetto visivo di tutto rispetto a fronte di scelte più minimali di altri suoi colleghi.
Minimalismo è, infatti, la parola chiave quando si parla di Bodhi Linux. La distribuzione una volta installata presenta giusto il necessario per iniziare ad usare il computer: editor di testo, browser web, gestione file compressi e poco altro. Il resto è lasciato tutto all’utente, che può così personalizzare a piacere Bodhi Linux. Questo comporta, tuttavia, una certa familiarità con il mondo GNU/Linux e, in particolare, con Ubuntu Linux come vedremo tra poco.

La versione di Bodhi Linux provata è la 2.1.0, architettura 32 bit, scaricabile a questo indirizzo: http://www.bodhilinux.com/downloads_desktop.php

Queste, invece, le specifiche tecniche del laptop utilizzato per i nostri test:

Acer Aspire 1304XC
CPU: AMD Athlon XP 1800 1266MHz
RAM: 256MB
Video: ProSavage KN133 AGP4X VGA Controller

Hardware datatissimo, come potete vedere, sul quale abbiamo provato ad installare senza successo XUbuntu e LUbuntu. XUbuntu si è bloccata durante l’installazione, e per installare LUbuntu abbiamo utilizzato una versione alternate che installa il sistema operativo senza passare dall’interfaccia grafica. Anche così, LUbuntu non è stata in grado di garantire prestazioni decenti sul nostro portatile. La scrittura di un documento di testo con AbiWord è stata praticamente impossibile a causa dei continui rallentamenti.

Terminology e Leafpad su Bodhi Linux
Bodhi Linux supera XUbuntu e LUbuntu in termini di prestazioni e reattività già durante la prova live, prima ancora di procedere all’installazione. Il nostro laptop non permette il boot da USB, ma anche da cdrom Bodhi Linux ha garantito un’interfaccia scattante. L’avvio della procedura di installazione ha richiesto un po’ di tempo, ma in circa 40 minuti il sistema è stato installato e configurato.

L’avvio, tenendo conto dell’hardware a nostra disposizione, è piuttosto veloce. Il menù di Enlightenment è ben fatto, ordinato e semplice da scorrere. Il desktop si presenta privo di icone. Bodhi Linux permette di scegliere che profilo utilizzare al primo avvio (opzione comunque modificabile, volendo, nelle impostazioni di sistema). Scegliendo Desktop, Bodhi Linux si avvia con una barra in basso, molto simile a quella di Windows o di KDE per rendere l’idea. Selezionando Laptop/Netbook si ha invece la barra in alto più una dock bar in basso simile a quella presente su computer Apple. Tutto a nostra discrezione. Noi abbiamo provato Desktop e Laptop come profili, rimanendo con Desktop perché una barra in basso ci basta.

Proprio questa barra, che in Bodhi Linux – versione inglese – prende il nome di Shelf, necessita di qualche miglioramento. Aggiungendo e togliendo elementi e, soprattutto, riposizionandola qui e là sul desktop la barra si blocca improvvisamente, scompare e perde per strada alcuni elementi. Nel peggiore dei casi si crea un doppione. Eliminare la seconda copia della barra comporta la cancellazione di tutte e due le barre, costringendoci a ricreare da zero l’originale.

LibreOffice su Bodhi Linux

La navigazione sul web avviene tramite Midori, browser piccolo e leggero piuttosto valido. Purtroppo Bodhi Linux non prevede Adobe Flash per cui senza un minimo di configurazione non è possibile, per esempio, vedere filmati su YouTube.

Per mettere al lavoro il nostro Aspire abbiamo installato GIMP e la suite LibreOffice. Entrambi sono abbastanza esosi in termini di risorse richieste, ma Bodhi Linux sembra fare i miracoli e per piccoli fotoritocchi o fogli di calcolo e di testo senza particolari pretese il laptop sembra cavarsela egregiamente. Bisogna però fare un altro appunto: l’avvio di Synpatic, tool per installare e disinstallare software, ha piantato il portatile costringendoci a bypassarlo tramite terminale. Enlightenment, tuttavia, rende piacevole allo sguardo anche il terminale grazie a Terminology, un emulatore che dona alla riga di comando qualche orpello grafico.

GIMP su Bodhi Linux

Bodhi Linux è una scommessa vincente. Un laptop così vecchio ha ripreso vita tornando praticamente nuovo. Il minimalismo di questa distribuzione, però, è una lama a doppio taglio. Da un lato, è la forza della sua leggerezza, dall’altro la configurazione di partenza potrebbe non essere sufficiente per l’utente medio. È comunque una soddisfazione poter tornare ad utilizzare il nostro Acer Aspire. Anche così, è più di quanto faceva prima.


Don't let feature creep overcome simplicity.
I see this all the time: "How can I make do everything 'readily available complex tool' can do?"
Or the feature requests end up turning 'elegant simple tool' into just another 'bloated slow complex tool'.
In my mind, you're building a bicycle, not an SUV. Bicycles are the most efficient transportation system ever invented.

- Pidsley

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